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Blevio
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mwhaBlevio (mwhqBieef in mwhgdialetto comascocite-ref-4[4]cite-ref-5[N 1], mwjwmwkaAFI: /ˈbjeːf/) è un mwkgcomune italiano di mwkw1 005 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmaprovincia di Como in mwmqLombardia. Insieme al comune di mwmgTorno costituisce l'mwmwUnione dei Comuni Lombarda Lario e Monti.

Contents

Storia
Simboli
Altro
Turismo
Sport
Note

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Geografia fisica

Situato sulla riva est del lago di Como, Blevio si sviluppa in altitudine tra i 200 metri sul livello del mare e i 1140 metri del monte Boletto.

Origini del nome

Il nome deriva dal mwogcelto-ligure "mwowBiuelius"cite-ref-203-6-0[5] (cfr "mwqauiuo" - Osc. mwqqbivus "vivo", cfr. proto-indoeuropeo "mwqg*bheou").

Storia

Dallo studio planimetrico si inferisce l'antica presenza di un "castellum"cite-ref-203-6-1[5] (mwsqcultura di Golasecca XI - IV secolo a.C.); in quel periodo nel territorio era sviluppato il baratto tra i mwsgceltico transalpini e gli mwswetruschi. In questo contesto, le varie frazioni che compongono l'attuale abitato si sarebbero sviluppate da monte verso valle, a partire da una serie di piccoli nuclei disposti lungo l'attuale sentiero di collegamento tra le località Monte Piatto di mwtaTorno e Nidrino di mwtqBrunate.cite-ref-203-6-2[5]

La prima testimonianza scritta è datata mwuw1084, anno in cui il mwvavescovo di Como Reginaldo redasse un mwvqlegato testamentario a favore della mwvgcattedrale affinché ogni anniversario della propria morte vi venisse celebrata una mwvwmessacite-ref-06-7-0[6] in cambio della cessione dei propri possedimenti bleviani.cite-ref-20-8-0[7] La prima citazione dello status di comune è invece del mwya1279, anno in cui i mwyqcanonici del mwygCapitolo della Cattedrale di Como redassero l'inventario delle loro proprietà contemplando - appunto - anche il comune di Blevio. Pur apparendo nella documentazione storica come libero comune non fu mai dotato di un proprio statuto. Venne acquisito successivamente dal Comune di Como.

Menzione del "comune de Blevio" si ha nella "Determinatio stratarum et pontium..." annessa agli Statuti di Como del mwza1335, in cui viene indicato come la località che ha in carico la manutenzione di un ben determinato tratto della via Regina ("”… a dicta fenestra in sursum usque ad cantonum muiri vinee que fuit Pedeferi Fiche de Cumis”")cite-ref-2-9-0[8]. In quel tempo, Blevio faceva parte della mwaqpieve di Zezio, entro cui risulta ancora inserito nel mwag1538cite-ref-2-9-1[8]cite-ref-5-10-0[9].

La zona fu contagiata da epidemie di peste nel mwda1361 e nel mwdq1549. In questo secondo periodo, i casolari nei dintorni furono trasformati in mwdglazzaretti. Nel corso del mwdwSeicento, la medesima funzione fu svolta da alcune abitazioni situate a monte del paese.cite-ref-204-11-0[10]

Nel 1433 agli abitanti di Blevio e Torno fu concesso il diritto di estrarre liberamente il sale, sgravando così gli stessi dal pagamento della tassa sul sale.mwfqcite-ref-06-7-1[6]

Nel mwgw1644 Blevio risulta appartenere alla mwhapieve di Nessocite-ref-2-9-2[8], che nel mwiq1497 era stata concessa in feudo a mwigLucrezia Crivelli da mwiwLodovico Maria Sforzacite-ref-12[11] assieme al "contado delle Tre Pievi" (comprensivo della mwkapieve di Sorico e di quelle di mwkqGravedona e mwkgDongo)cite-ref-13[12]. Inserito nel marchesato di Nesso, nel mwlw1647 Blevio fu concesso con una parte del feudo alla famiglia del senatore Francesco Maria Casnedicite-ref-5-10-1[9], la quale mantenne i diritti feudali fino a oltre la metà del XVIII secolocite-ref-2-9-3[8].

Nel mwoq1751 il territorio di Blevio comprendeva anche il borgo "Sant'Agostino" di Comocite-ref-2-9-4[8]cite-ref-5-10-2[9]. Cinque anni più tardi il comune di Blevio venne separato dalla pieve di Nesso e inserito nella nuova mwqgpieve di Zezio superiorecite-ref-5-10-3[9]cite-ref-8-14-0[13].

Nel mwta1790 il comune venne affidato in feudo al conte Antonio Tanzicite-ref-5-10-4[9]cite-ref-8-14-1[13] esponente del ramo principale della nobile famiglia Tanzi di Blevio e padre di Ernesto, i cui parenti milanesi ricevettero invece il titolo austriaco di Edler von Tanzi. Con i cospicui proventi dell´industria serica, il conte Antonio Tanzi fece erigere a Perlasca l´attuale mwvgVilla Tanzi Taverna (oggi situata nel comune di Torno), in seguito lasciata, con il resto dei suoi possedimenti di Blevio ai mwvwTaverna nel mwwa1798 e infine ai mwwqBorromeo.

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del mwwwRegno d'Italia napoleonico datato mwxa1807 sancì l'aggregazione di Blevio al comune di mwxqTornocite-ref-11-15-0[14]. La caduta di mwygNapoleone e il passaggio della Lombardia in mano mwywaustro-ungarica comportarono l'abrogazione dell'accorpamento e la ricostituzione del comune di Blevio all'interno della mwzaprovincia di Como del mwzqRegno lombardo-venetocite-ref-5-10-5[9]cite-ref-12-16-0[15].

Il 28 ottobre 1901 nacque a Blevio il comandante mw1wpartigiano mw2aEnrico Caronti, detto mw2q"Romolo", torturato e fucilato dalle mw2gbrigate nere di mw2wMenaggio il 23 dicembre 1944.

La storia delle ville a lago

Tra il XVIII e il XIX secolo, grazie alla sua posizione panoramica ed alle attrattive naturali, Blevio cominciò ad essere considerato come ambito luogo di soggiorno e nel suo territorio vennero costruite una serie di ville che ospitarono personaggi illustri del tempo, tra cui numerosi esponenti del mondo delle arti e della politica, tra cui ad esempio mw3gGiuditta Pasta, mw3wAlessandro Manzoni, mw4aAdelaide Ristori e la famosa ballerina romantica mw4qMaria Taglioni, amante del principe Alexander Troubetskoj.

Nell'estate del 1935, durante un soggiorno estivo, lo scultore mw4wArturo Martini realizzò in poche settimane una serie di undici sculture in gesso denominate "Gruppo di Blevio" (conservato presso la collezione Banca Popolare di Vicenza di mw5aPalazzo Thiene).

Dissesto idrogeologico e ricostruzione

A partire dal 2021, Blevio è stata colpita da ricorrenti fenomeni di dissesto idrogeologico. Il 25 luglio 2021, una violenta mw5wbomba d'acqua ha provocato l'esondazione di cinque torrenti e colate di fango che hanno isolato le frazioni di Sopravilla e Capovico, bloccando la viabilità sulla strada provinciale "Lariana".cite-ref-17[16] Ulteriori fenomeni alluvionali si sono verificati nell'agosto 2023cite-ref-18[17] e nel settembre 2025. Quest'ultima emergenza ha visto l'esondazione del lago di Como e nuove frane nei valletti di Sopravilla e del Pertus, che hanno danneggiato due ponti e sommerso di detriti la frazione di Girola.cite-ref-19[18]

Tali eventi hanno causato gravi danni strutturali a abitazioni private e infrastrutture pubbliche. La rete stradale locale risulta compromessa da fessurazioni e buche diffuse. Ad aprile 2026, numerosi cantieri di messa in sicurezza rimangono attivi sul territorio; il completamento delle opere di ripristino è previsto protrarsi fino al 2027.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 20 febbraio 1996.cite-ref-20[19]

«

Campo di cielo

, alle cinque montagne di verde, con le vette degradanti a scaglione, sormontate da sette stelle di otto raggi, poste

in scaglione

, d'oro, esse montagne fondate sulla campagna d'azzurro, fluttuosa d'argento, caricate della barca di rosso, munita della copertura d'oro con sostegno in ferro e sostenuta dalla linea di partizione. Ornamenti esteriori da Comune.»

(D.P.R. del 20 febbraio 1996)

Nello stemma è raffigurata una mw-qlucia, la tipica imbarcazione del lago di Como, e sullo sfondo il profilo montano del monte Bolettone; le sette stelle rappresentano le frazioni di Capovico, Cazzanore, Girola, Meggianico, Mezzovico, Sopravilla, Sorto.

Il gonfalone è un drappo di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture civili

Complesso di Villa Ferranti

mwaqgGiuditta Pasta (1797-1865) celebre cantante lirica, soggiornò spesso in Villa Ferranti (contigua alla mwaqkvilla Perlasca già appartenuta dei conti Tanzi di Blevio) ed è sepolta nel cimitero del paese. Per lei Vincenzo Bellini compose la famosa opera "mwaqoNorma". All'interno della proprietà di Villa Ferranti si trova anche Villa Pasta, che deve il suo nome proprio alla cantantecite-ref-0-21-0[20].

Villa Belvedere

Villa Belvederecite-ref-22[21], fatta costruire dal musicista comasco mwaruPasquale Ricci,cite-ref-203-6-3[5] era un tempo soprannominata "Malpensata"cite-ref-19-23-0[22]. Sono varie le origini di questo soprannome: alcuni l'attribuiscono al fatto che il Ricci morì prima di vedere la fine dei lavoricite-ref-24[23], mentre altri l'associano alla tradizione di identificare con "malpensate" tutti quegli edifici legati a coloro che frodavano i dazicite-ref-0-21-1[20]cite-ref-203-6-4[5]. Divenuta proprietà di Maddalena Sannazzaro-Imbonati,cite-ref-203-6-5[5] la quale diede alla villa un'impostazione neoclassica,cite-ref-203-6-6[5] mwatiAlessandro Manzoni vi trascorse alcuni periodicite-ref-203-6-7[5] della sua infanzia e della sua prima giovinezzacite-ref-0-21-2[20]mwatscite-ref-06-7-2[6] tra il 1807 e 1818. Fu qui che, nel 1807,cite-ref-19-23-1[22] avvenne il primo incontro tra lo stesso Manzoni ed mwauqEnrichetta Blondelcite-ref-19-23-2[22]. Alla proprietà della villa si succedettero quindi le famiglie Vigoni,cite-ref-203-6-8[5] Ferranti,cite-ref-203-6-9[5] Pestolazzicite-ref-203-6-10[5] e Droulerscite-ref-203-6-11[5].

Villa Borletti

Villa Borletti (ora Chiara)cite-ref-0-21-3[20] fu fatta costruire dal conte mwav8russo Grigoriy Petrovich Shuvalovcite-ref-25[24] (o Shouvaloff)cite-ref-26[25]cite-ref-202-27-0[26], nella prima metà del XIX secolomwawwmwaw0cite-ref-06624-28-0[27]cite-ref-202-27-1[26]. La villa è legata al ricordo dell'attrice drammatica mwaxyAdelaide Ristorimwaxcmwaxgcite-ref-062-29-0[28] e di mwax0Cristina Trivulzi Belgioioso,mwax4mwax8cite-ref-062-29-1[28]cite-ref-06624-28-1[27]cite-ref-18-30-0[29] che vi ospitò personaggi illustricite-ref-0-21-4[20].cite-ref-202-27-2[26] Quest'ultima acquistò la villa dal conte dopo che questi - rimasto vedovo e senza più uno dei suoi tre figlicite-ref-18-30-1[29] - aveva deciso di diventare mwazgfrate barnabitamwazkcite-ref-06-7-3[6]cite-ref-31[30] e di impegnarsi per il ritorno all'unità tra mwaaicattolici e mwaamortodossi.mwaaqmwaaucite-ref-06624-28-2[27]. Nel XX secolo, prima di passare alla famiglia Chiara, la villa fu proprietà della famiglia mwaaoBorlettimwaasmwaawcite-ref-06624-28-3[27]. Nel primo decennio del XXI secolo, la villa venne rilevata da un facoltoso russocite-ref-202-27-3[26] che, tra il 2008 e il 2013, sottopose l'edificio a una campagna di lavori di riqualificazionecite-ref-32[31].

Villa Maria

Non lontano dalla mwabschiesa dei santi Gordiano ed Epimaco si trova Villa Maria, conosciuta con il nome di una famosa ballerina che qui vi dimorò nei primi del XIX secolo: mwabwMaria Taglioni,cite-ref-202-27-4[26]cite-ref-comolake-com-33-0[32] alla quale l'odierna villa fu edificatacite-ref-202-27-5[26]mwackcite-ref-0623222246-34-0[33].cite-ref-17-35-0[34] Caratterizzata dall'avere spigoli arrotondati, la villa - detta anche "la Florida"cite-ref-17-35-1[34] - fu costruita a partire da un precedente edificio, noto come "Ca' dell'Imperatore"cite-ref-202-27-6[26],cite-ref-0-21-5[20] il cui nome rimanda a un evento avvenuto nel 1769mwad4cite-ref-0623222246-34-1[33] (precisamente: il 22 giugno), quando mwaemGiuseppe II d'Austria e il suo seguito si rifugiarono presso la dimora a causa di un violento temporalecite-ref-202-27-7[26]mwaegcite-ref-0623222246-34-2[33]. Dopo esser stata ereditata dalla figlia della Taglioni, la villa passò dapprima nelle mani del pittore Michele Riccardi,cite-ref-202-27-8[26] che ne fece un giardino zoologico-botanicocite-ref-202-27-9[26]cite-ref-comolake-com-33-1[32], e in seguito in quelle di Teresio Usuellicite-ref-17-35-2[34], figlio di una mwaf0Borsalino e di mwaf4Celestino Usuelli (amico di mwaf8D'annunzio)cite-ref-17-35-3[34]. Per questa ragione, la proprietà - che comprende anche la vicina Villa Serenacite-ref-17-35-4[34] - è anche conosciuta col nome di "Villa Usuelli"cite-ref-0-21-6[20]cite-ref-36[35].cite-ref-37[36]mwahqmwahucite-ref-06622-38-0[37]

Villa Ricordi

Di fronte a quello che oggi è il molo di Bleviocite-ref-39[38] si trova quella che attualmente è conosciuta come Villa Ricordi, dal nome dell'mwaiaomonima casa editrice musicale, proprietà dell'immobile dalla metà del XIX secolo. Si tratta di una costruzione a tre piani, edificata sul luogo dove, nel mwaie1617,cite-ref-16-40-0[39] venne costruita la casa del navigatore Pantero Panteracite-ref-0-21-7[20]cite-ref-202-27-10[26]cite-ref-9-41-0[40]. La residenza è anche nota come Villa Da Riva,mwajmmwajqcite-ref-62232-42-0[41]cite-ref-9-41-1[40]cite-ref-43[42]cite-ref-16-40-1[39] dal nome delle famiglia che realizzò l'attuale costruzionecite-ref-202-27-11[26].

Villa Cademartori-Cramer

Villa Cademartori-Cramer fu luogo di villeggiatura di alcuni esponenti degli mwakwArtaria, fondatori di una delle più importanti mwak0case editrici musicali del tardo mwak4XVIII e mwak8XIX secolo. Artaria che, nel '700, avevano anche fatto costruire una villa che verrà poi conosciuta attraverso il cognome dei successivi proprietari: la famiglia genovese Calvicite-ref-0-21-8[20].

Villa Troubetzkoy

Villa mwalyTroubetzkoy, con il suo mwalcstile eclettico, fu fatta edificare a metà Ottocentocite-ref-44[43] dall'omonimo principe russo in fuga dallo mwalwzar.cite-ref-20-8-1[7] Dal momento che la costruzione della villa richiese la demolizione di una scogliera con la dinamite,cite-ref-20-8-2[7] il principe - genero di mwamuMaria Taglionimwamymwamccite-ref-0662-45-0[44]cite-ref-192-46-0[45] - fu soprannominato "Turbascogli"cite-ref-20-8-3[7] dai bleviani,mwanqmwanucite-ref-0662-45-1[44]cite-ref-192-46-1[45] i quali sono soliti riferirsi alla dimora con i soprannomi di "casa delle streghe" o "casa dei sette nani"mwan4mwan8cite-ref-06232222222-47-0[46]. La villa è caratterizzata da falde molto spioventi e da un antico ascensore in stile mwaoqjugendstil che mette in collegamento l'edificio direttamente con la strada mwaouLarianacite-ref-0-21-9[20]. La residenza è anche nota come Villa Pozzicite-ref-48[47]mwao4mwao8cite-ref-62232-42-1[41].

Villa Calvi

Villa Calvicite-ref-49[48] appartenne alla famiglia di editori musicali mwapoArtariacite-ref-192-46-2[45] che la costruirono nel XVIII secolo.cite-ref-202-27-12[26] Dopo essere divenuta proprietà dei Calvi, famiglia mwaqmgenovese a cui si deve l'attuale denominazione, la villa fu rilevata dalla famiglia mwaqqaustraliana Talbot.cite-ref-202-27-13[26]

Architetture religiose

Chiesa dei Santi Gordiano ed Epimaco

Vicino al lago si trova la chiesa dei Santi Gordiano ed Epimaco, della seconda metà del XVIII secolocite-ref-50[49] fondata probabilmente su una preesistente chiesa medievale o del Cinquecentocite-ref-10-51-0[50]. Esternamente, la chiesa si presenta con una facciata scandita da quattro file di mwarklesene e sormontata da un mwarofrontone. Sulla sinistra del portale, una lapide riporta un elenco di benemerenze paesane (tra le quali Sofia Vonwiller Mylius, moglie di uno dei primi proprietari di mwarsVilla Cademartori). Internamente, spiccano un mwarworgano mwar0Prestinari del 1821cite-ref-52[51]cite-ref-53[52] e due statue raffiguranti i santi mwasyGordiano ed Epimacocite-ref-10-51-1[50].

Chiesa di San Francesco

Inaugurata nel mwatm1967, la chiesa fu realizzata nel centro del paese per sostituire come mwatqparrocchiale la mwatuchiesa dei Santi Gordiano ed Epimaco situata in riva al lago. L'edificazione della nuova chiesa comportò lo spostamento non solo della sede della parrocchia ma anche di una serie di opere pittoriche fino ad allora conservatecite-ref-54[53], tra cui spicca una mwatoDeposizionecite-ref-10-51-2[50] della scuola del mwat8Morazzone. Il presbiterio è opera di mwauaEli Rivacite-ref-7-55-0[54].

Chiesa dell'Immacolata

La frazione di Mezzovicocite-ref-204-11-1[10] ospita la Chiesa dell'Immacolatacite-ref-56[55], edificio costruito nel mwavqXVII secolocite-ref-204-11-2[10] ma rielaborato nella seconda metà del XVIII secolocite-ref-57[56] con l'aggiunta di un mwav0timpanocite-ref-204-11-3[10]. Indicata come mwawiOratorio della Beata Venere negli atti della mwawmvisita pastorale di mwawqAndrea Carlo Ferraricite-ref-58[57], internamente conserva un altare in marmo policromo. Come mwawkpala d'altare, un dipinto raffigura la mwawoMadonna incinta che, tra una schiera di mwawsangeli, schiaccia un mwawwserpente stando in piedi sul globo terrestre, sotto la luce dello mwaw0Spirito Santo. In passato, la chiesa avrebbe conservato anche un dipinto, raffigurante mwaw4Santa Cecilia, che sarebbe stato realizzato dalla scuola di mwaw8Guido Reni e donato alla chiesa da mwaxaGiuditta Pasta;cite-ref-192-46-3[45] di questo dipinto si è tuttavia persa ogni tracciacite-ref-192-46-4[45].

Altre architetture religiose

• Cappella di mwayasan Rocco, nella frazione di Capovico,cite-ref-204-11-4[10] edificio presso cui ogni 16 agosto si tiene una celebrazione in ringraziamento per la scomparsa della mwayupestecite-ref-204-11-5[10].
• Cappella della Natività di Maria, in località Sopravilla.
• Cappella dedicata alla Madonnacite-ref-6-59-0[58] Assunta, situata sul sentiero boschivo che da mwazaBrunate porta a mwazeMontepiatto.cite-ref-60[59] La cappella fu costruita facendo seguito a un desiderio emerso tra la popolazione locale già durante gli mwazyanni 1920, finalizzato a trovare una nuova sistemazione per una vecchia statua della Madonna che era stata rimossa dalla parrocchiale a lago.cite-ref-61[60] Nel 1932, la statua trovò collocazione definitiva nella cappella boschiva.cite-ref-62[61] Su iniziativa di un'abitante del luogo, numerose spose di Blevio decisero di donare il proprio abito nuziale per rivestire di volta in volta la statua mariana. Dalla base della cappella, un sentiero in discesa conduce a una scalinata panoramica che, nei pressi della Chiesa dell'Immacolata, intercetta la strada che collega le frazioni di Sorto e Mezzovico.
• Cappella della Madonna Addolorata, in frazione Cazzanore.

Altro

Parco Da Riva

In riva al lago si trova il parco pubblico Da Riva, già pertinenza dell'omonima villacite-ref-192-46-5[45]. Piccolo poco più che una striscia di terra, offre una vista verso la parte occidentale di Como (il centro e l'est del capoluogo sono nascosti alla vista dalla punta di villa Geno) e verso Cernobbio e Moltrasio.

Parco Mosaici

Dal 2015 la frazione di Girola ospita il Parco Mosaici, che ogni anno viene arricchito di nuove opere d'arte provenienti da tutta l'mwa0kItalia e realizzate, appunto, mediante la tecnica del mosaico.cite-ref-63[62]cite-ref-64[63]cite-ref-19-23-3[22]

Strada Regia

Le frazioni di Capovico, Sopravilla, Sorto, Mezzovico, Meggianico e Cazzanore sono attraversate dalla cosiddetta "mwa1gStrada Regia"cite-ref-1-65-0[64],cite-ref-204-11-6[10] tracciato di origine romanacite-ref-3-66-0[65] ma attestato con tale denominazione solo dalla fine del mwa2uXVII secolocite-ref-15-67-0[66].

Prima della realizzazione della mwa2sLariana (mwa2w1911-mwa201917)cite-ref-14-68-0[67], la Strada Regia era l'unica a mettere in comunicazione Como con mwa3iBellagiocite-ref-1-65-1[64]cite-ref-3-66-1[65]cite-ref-4-69-0[68].

Il tracciato venne ripristinato ad uso escursionistico fra il 2002 e il 2006 dalla mwa4aSocietà Archeologica Comense con l’aiuto della mwa4eComunità Montana del Triangolo Larianocite-ref-3-66-2[65]cite-ref-4-69-1[68]. Il ripristino fu solo parziale, in quanto il tratto di Strada Regia che va da Como a Blevio risulta essere interrotto da una franacite-ref-205-70-0[69].cite-ref-14-68-1[67]cite-ref-15-67-1[66]

Nella frazione di Sorto, la Strada Regia passa davanti alla Chiesa dell'Immacolata.

I "trovanti"

I boschi sopra a Mezzovico, a circa 750 metri di altezza, ospitano una serie di "mwa54massi erratici" o "trovanti", gigantesche pietre che vennero trascinate dai mwa58ghiacciai alpini durante il mwa6aNeozoico.

Tra i trovanti di Blevio, particolare menzione merita la "prea de Nairöla" (pietra Nairolamwa6icite-ref-062322-71-0[70]), monumento nazionale dal 1984cite-ref-6-59-1[58]cite-ref-205-70-1[69]. Si tratta un monolito di mwa68granito ghiandone di metri 4,5 per 7,4 circa,cite-ref-205-70-2[69] posizionato in orizzontale e a sbalzo sul pendio e originario dalla mwa7qVal Masinocite-ref-6-59-2[58]cite-ref-205-70-3[69].

Sulla pietra si trovano alcune incisioni preistorichemwa8icite-ref-062322-71-1[70] quali alcune coppelle, un'incisione a forma d'impronta di piede e un piccolo canale sagomato come fosse una grondaiacite-ref-6-59-3[58]. Alla pietra Nairola sono legate due leggendecite-ref-6-59-4[58]. Secondo la prima, il trovante avrebbe ospitato il diavolo, impegnato a lanciare una palla molto pesante a un compagno seduto sopra un altro masso, oggi non più esistente, situato di fronte alla Nairolacite-ref-6-59-5[58]. La pesante palla, sfuggita di mano al compagno, avrebbe lasciato una traccia sul sasso ora scomparsocite-ref-6-59-6[58]. La seconda leggenda narra che la posizione sporgente della pietra Nairola sia dovuta a un miracolo da parte della Madonna, che con il suo mantello avrebbe fermato la discesa del trovante verso valle. Legata a questa leggenda sarebbe la costruzione della cappellina situata un centinaio di metri sotto alla pietra e dedicata, appunto, alla Madonnacite-ref-6-59-7[58].

Altro trovante notevole è il cosiddetto "Sasso del lupo", situato a sbalzo sul sentiero che porta verso Montepiattocite-ref-72[71]. Il nome del trovante deriva da una leggenda, secondo cui il masso sarebbe stata la dimora di un lupo che rapiva i bambini bleviani disobbedienticite-ref-73[72]. Il Sasso si trova in località Monti di Sorto, dove si trova anche il trovante detto "Testa di serpente".cite-ref-13-74-0[73] D'interesse archeologico è anche un trovante situato sul sentiero che collega Capovico all'aggregato rurale dei Monti di Capovicocite-ref-13-74-1[73].

Nei boschi sopra la vicina mwa-0Torno, alcuni trovanti rappresentano dei cosiddetti mwa-4massi avelli, ossia antichi sepolcri scavati nella roccia.

Castel d'Ardona

Ancora più in quota, a sud di Montepiatto si trovano le rovine del Castel d'Ardona,mwa-umwa-ycite-ref-622322-75-0[74] fatto costruire nel 1894 dal professor Angelo Ruspini, detto "il fratino", nato in Francia a Toulouse ma appartenente al ramo dei Ruspini tornaschi. Alla sua morte la bizzarra costruzione passò in eredità alla governante del professore, essendo Angelo Ruspini privo di eredi diretti. Questa cedette quasi subito il "maniero" al "Gruppo Aziendale Tintoria Comense" che lo adibì in un primo tempo a sede per le vacanze estive dei figli dei dipendenti, aggiungendo anche il sottostante fabbricato, e successivamente lo abbandonò. Oggi i vari fabbricati che un tempo costituivano il castello Ruspini, che una volta si poteva vedere chiaramente sulla sommità del monte, dal paese e dal lago, si presentano quasi totalmente diroccati e soffocati dalla vegetazione. Vi si può ancora arrivare lungo il sentiero che sale da Montepiatto, oppure da un altro sentiero detto del "mwa-sfaro Voltiano", che si inerpica vicino alla baita Carla sopra la località di San Maurizio.

Monumenti commemorativi

• Monumento ai caduti, in Piazza Romacite-ref-192-46-6[45]
• Monumento a mwbaqEnrico Caronti

Società

Evoluzione demografica

Demografia pre-unitaria

• 1751: 372 abitanti.cite-ref-5-10-6[9]cite-ref-2-9-5[8]
• 1771: 456 abitanti.cite-ref-5-10-7[9]cite-ref-2-9-6[8]
• 1799: 530 abitanti.cite-ref-5-10-8[9]cite-ref-11-15-1[14]
• 1805: 524 abitanti.cite-ref-5-10-9[9]cite-ref-11-15-2[14]
• 1853: 799 abitanti.cite-ref-12-16-1[15]
• 1859: 806 abitanti.cite-ref-5-10-10[9]cite-ref-76[75]

Demografia post-unitaria

Abitanti censiticite-ref-77[76]

Geografia antropica

Blevio è composto sette abitati di origine antica, conosciuti come “le sette città”: Capovico, Cazzanore, Girola, Meggianico, Mezzovico, Sopravilla e Sorto.

Economia

Turismo

Il turismo è, ancora oggi, la principale fonte di reddito di questo centro. Il paese è sede di un imbarcadero, nonché di uno scalo della mwbeyNavigazione Lago di Como.

Sport

Nel paese è presente la società sportiva mwbekASD Canottieri Aurora Blevio,cite-ref-192-46-7[45] società, che vanta numerosi titoli italiani nel mwbe4canottaggio a sedile fisso. Nata nel 1902 con il nome di mwbe8Circolo Sportivo Voluntas, specializzato sia nelle corse podistiche che nel canottaggio, già nel 1903 il sodalizio cambiò nome, diventando mwbfaCanottieri Aurora. Per alcuni anni la società mantenne, accanto alla pratica del canottaggio, quella storica del podismo. Dopo qualche anno di inattività nei primi anni del 2000, nel 2006 la Canottieri ha ripreso a partecipare a gare agonistiche.

Amministrazione

Dal 2014 il comune è governato da una lista civica guidata dal sindaco Alberto Trabucchi.

Note

Esplicative

cite-note-5N 1. Per il mwbfodialetto comasco, si utilizza l'mwbfsortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale mwbfwFamiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letterariamwbf0.

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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• mwb6uComune di Blevio, su comune.blevio.co.it.
• mwb6cUnione dei Comuni Lombarda Lario e Monti, su unionelarioemonti.it.